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sabato 27 luglio 2013

SCHIAVI DI UNA MENTE COLLETTIVA


Il mondo degli umani cosi come lo conosciamo comprende una varietà infinita di mentalità, nel senso che, seppur gli uomini appartengano tutti alla medesima razza animale e abbiano sentimenti e pensieri simili, questi sono comunque differenti tra loro per molte ragioni. Esistono persone che amano il calcio e la musica pop, altre amano la musica classica e l'arte, altre amano sia il calcio che l'arte, ma nessuno possiede gusti e preferenze esattamente uguali ad altri soggetti. Seppur esista una varietà infinita di menti che tessono la cosiddetta "mentalità comune" e anche se una piccola parte tende a seguire un percorso più "ermetico" per vocazione o per istinto, le mentalità risultano comunque diverse tra loro ma contemporaneamente legate da una mentalità comune. Ma quanto incide l'inconscio in tutto questo meccanismo?

di Gabriele Sortino


L'ESPERIMENTO DELLE CINQUE SCIMMIE

In un esperimento svoltosi in una gabbia con cinque scimmie e una banana appesa in cima ad una scala, si è potuto studiare il comportamento primordiale di quella che possiamo definire come "coscienza collettiva" o inconscia o “mente animale” e della sua reale funzione all'interno di un gruppo di individui "senzienti", in questo caso formato da scimmie ma che riflettono tuttavia anche il comportamento umano.  

Quando una scimmia è salita sulla scala per prendere la banana, un getto d'acqua l'ha spinta a rinunciare e cosi è tornata nel gruppo. Successivamente le scimmie, avevano imparato che il getto d'acqua era provocato dal gesto di raccogliere l'ambito frutto e che se non l'avessero fatto non ci sarebbe stata nessuna punizione, quindi hanno rinunciato alla banana.


Successivamente una delle scimmie è stata sostituita e quindi non conoscendo la situazione, la nuova arrivata si è subito fiondata verso la banana, ma le altre scimmie hanno immediatamente provveduto a punirla copiosamente pur di impedire che facesse ciò che loro non erano riuscite a fare proprio a causa della punizione.
Gradualmente le scimmie vennero sostituite tutte e seppur tutte le scimmie non avessero mai visto il getto d’acqua, non conoscendo la ragione per cui venivano punite prima ancora di salire sulla scala, le nuove arrivate hanno continuato a bloccare qualunque scimmia avesse provato a raccogliere il frutto, senza mai chiedersi perchè e nonostante nessuna di loro sapesse del getto d'acqua. 


Semplicemente avevano ereditato un comportamento di cui non comprendevano le ragioni ma che tuttavia si è dimostrato efficace, saldo e duraturo. Questo meccanismo ha caratterizzato un comportamento collettivo che si fonda su un ragionamento meccanico e di gruppo, ciò ha eliminato la possibilità di una crescita di una risoluzione o del semplice rendersi conto del perché stessero comportandosi in quel modo.
 

Questo dovrebbe far riflettere sulle reali capacità di una mente collettiva, che si dimostra più incline a manifestare comportamenti inconsci e automatici, rispetto a comportamenti che sono invece il frutto di una riflessione, di una "Presa di Coscienza" o di una mente indipendente e critica.
 

Alcuni studiosi hanno già dimostrato che nell'uomo il comportamento inconscio è rappresento da oltre il 97% delle azioni quotidiane e del fatto che nessuno, o quasi, vuole chiedersi perchè si trova in quella situazione e meno ancora nel volersi chiedere cosa lo ha portato fino a quel punto.
Semplicemente lo fa e basta, ed è pronto persino ad attaccare e giudicare chiunque trasgredisca le regole, perchè lo fanno tutti, perchè è "giusto" cosi, perchè è meglio far parte di un gruppo che essere l'emarginato genio che ricorda a tutti che esiste la possibilità di "pensare" e che rompe quella mediocre avulsa armonia che regola tutto e tutti e che riflette in tutto e per tutto la logica dell’Arconte dello gnosticismo.
 

L'inconscio è quel meccanismo che ci permette di agire automaticamente, che senza l'ausilio del pensiero, come "automi" si agisce seguendo un carosello di nozioni comportamentali acquisite non solo a livello "dottrinale" ed esistenziale ma anche genetico, poichè le informazioni inconsce sono immagazzinate anche nel bagaglio karmico familiare e quindi genetico, che riflette l'andamento evolutivo della specie nelle sue molteplici combinazioni e che riportano comunque ad un analogo stato delle cose.



Gabriele Sortino


 Mini Conferenza Audio "Schiavi di una mente collettiva" 




Articolo tratto dal Libro: Dal Buio alla Luce - Analisi e Riflessioni sul Concetto di Evoluzione - Gabriele Sortino - Edizioni youcanprint - Pagine 230 - Giugno 2013









Introduzione (parziale) al Libro 
di Gabriele Sortino

Questo libro è il frutto di analisi e riflessioni personali, creato con lo scopo di evidenziare l’importanza che può avere un pensiero in movimento, anche in senso creativo ed intuitivo e non solo nell’elaborazione di concetti già costruiti o di nozioni su cui si esercita una capillare attenzione ma che, allo stesso tempo, toccano più l’aspetto razionale o semplicemente acquisito dall’esterno in modo meccanico.
Questo per quanto riguarda l’approfondimento che mira alla conoscenza di se stessi, del proprio io superiore. La conoscenza del sè è il vero scopo della vita. E’ questo l’unico utile possibile, per questo è così importante l’aspetto alchemico.
Un’analisi semplice e, per certi versi anche superficiale, che tenta di trascendere i significati, volta ad approfondire più la sostanza che i dettagli tecnici.
La creatività è di fatto più vicina alla sostanza che ai concetti; al massimo può rappresentare l’uso che se ne fa in quanto, se utilizzata per mettere insieme le idee, può diventare fonte di intuizioni creative e può quindi arricchire e migliorare il proprio “tassellario” mentale, in senso compositorio.
Un viaggio alla ricerca di quel pensare più autentico e dinamico che è anche frutto della mente irrazionale e femminile e, in questo senso, quindi, più completo. Una condizione mentale che tutti possono coltivare e quindi sperimentare e manifestare.
Lo scopo di questo libro sta proprio nell’incoraggiare a sperimentare l’aspetto creativo del pensiero a dispetto di un uso spropositato del pensiero razionale e nel riconoscimento di quei valori che sono più legati al contesto alchemico. Pertanto, si cercherà di andare oltre i significati, alla ricerca della sostanza, o meglio, alla ricerca di quell’intelligenza che si manifesta oltre le meccaniche del ragionamento.
Ma per fare ciò occorre capire chi è l’uomo oggi, anche in relazione al sistema e al modello mentale che viene introdotto attraverso le scuole istituzionali e attraverso mode, religioni, cinema, televisione ecc.
Siamo stati tutti spinti, sin dalla nascita, ad avere un approccio di fiducia verso il sistema e, i primi ad incoraggiarci in questo, sono stati proprio i nostri genitori. Loro ci hanno educati più o meno consciamente a tessere un profondo rispetto verso le religioni e le istituzioni. Verso il sistema in generale. Un sistema che come un vero e proprio “Padre” ci ha “coccolati” e ci ha aiutato a sentirci “integrati”, ad essere “qualcuno”.
Ci ha fornito tutti quei mezzi che ci hanno permesso di essere tutto ciò che oggi siamo.
Ci siamo fatti anche carico di pensieri e logiche comuni e abbiamo optato per una mentalità di tipo collettivo, all'interno di un mondo diviso tra giusto e sbagliato, tra luce e buio, in una modalità del tutto prestabilita.


  
Prefazione al Libro (completa) di Michele Perrotta

Questo lavoro è una perla intuitiva, un manuale rivoluzionario Esoterico-Spirituale, che aiuterà il lettore a combattere i dogmi e le regole mondane che spesso incatenano le menti a concetti dualistici sterili e/o fini a se stessi.
L’autore di questo saggio, oltre ad invitarci a combattere i poteri forti, che peraltro tutt’oggi condizionano l’esistenza
dell’essere umano, ha “pescato” questa sua conoscenza intuitiva dal lobo destro del cervello, ovvero dall’infinito “pozzo” dove risiedono appunto l’intuitività, l’estro artistico e la fantasia, senza però tradire mai la verità ultima, alla quale Gabriele Sortino, come gran parte dell’umanità, si sente in comunione ed in dovere di difendere a spada tratta.
Il concetto del Divino non viene presentato, in quest’opera, né in maniera banale né tanto meno in maniera complessa, ma con una facile e comprensibile dialettica piena di riferimenti e di note, in un crescendo di conferme derivanti da differenti culture spiritualiste e non.
Il testo ci offre mille spunti e altrettante verità diverse ma non separate tra loro; tali vie, oltre ad essere situate dentro il cuore di ognuno di noi, invitano alla trascendenza ed al superamento della concezione dualistica di “bene” e “male”, di altre forme di inganni, e di differenti trappole per l’Io spirituale, l’anima.
Chi legge questo trattato si sentirà parte integrante di un progetto in cui è egli stesso il protagonista, un Guerriero Spirituale pronto a rivoluzionare il sistema Arcontico (oppressore) che spesso le istituzioni, sia religiose che politiche, e le corporazioni, incarnano in questo universo materiale; come nel film Matrix, il protagonista Neo, l’Eletto, il Cristo, l’Iniziato, il lettore con il cuore puro e di buona volontà, prenderà coscienza e vedrà il mondo che lo circonda con occhi diversi, per poter così finalmente combattere, e magari sconfiggere, i Guardiani e la Matrix (Maya – Ciò che non è).
Dissolvere l’illusione materiale; affinché ciò avvenga, è necessario disimparare alcuni concetti dottrinali e devianti dalla verità ultima e resuscitare spiritualmente, in una sorta di rinascita simbolica della Fenice, o se preferiamo, come la “Pasqua” del vero Sè.
Per combattere il mondo non è forse necessario conoscerlo?
Allo stesso modo, per combattere questa “Guerra Santa” interiore è necessario “CONOSCERE SE STESSI”, come ci invitava a fare l’Oracolo di Delfi in un passato lontano ma sempre vivo.
Combattiamo quindi i dubbi sorti nel nostro cuore, come fece Arjuna nella Bhagavad Gita, e armiamoci di Yoga (unione con Dio) per agire verso superiori stadi di esistenza per poter finalmente vincere la nostra battaglia per l’esistenza spirituale.
Questo libro, come riporta l’autore, lunge da essere una verità teologica o spirituale, ma, a mio avviso, può aiutare ad aprire quelle “porte della percezione”, per comprendere meglio la visione di un qualcosa di più grande, celato, e al tempo stesso, vivente e presente dentro e fuori di noi.

Blog: http://gabrielesortino.blogspot.it/


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