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lunedì 27 agosto 2012

L'UOMO NON È UN CARNIVORO NATURALE


L'uomo non è carnivoro. L'organismo dell'uomo, contrariamente a quello dei carnivori, non è fatto per mangiare cadaveri di animali perché ne rimane intossicato a causa delle sostanze tossiche contenute nella carne stessa e da quelle che si formano dopo la cottura che sono estremamente cancerogene. L'organismo di un animale carnivoro cerca di espellere la carne dal proprio corpo con la massima velocità possibile, data la sua tossicità. Una riprova di questo è data dal fatto che il suo intestino è lungo 3 volte il corpo, mentre quello dell'uomo (e degli animali frugivori) è pari a 9-12 volte la lunghezza del corpo. Inoltre le mucose spesse e muscolose dei carnivori tollerano forti succhi gastrici, necessari alla digestione della carne, mentre l'uomo ne rimane danneggiato.


L'essere umano appartiene all'ordine dei primati antropomorfi, per loro natura frugivori, cioè atti a consumare frutti, foglie, semi. La neurofisiologia, l'embriologia, l'anatomia comparata confermano come l'uomo sia strutturato per cibarsi di frutti, germogli freschi, foglie tenere, tuberi, radici e non di muscoli ossa ed interiora come i carnivori. Questi infatti hanno conformazione dentale, patrimonio enzimatico, organi visivi, strutture di offesa, caratteristiche di potenza e d'aggressività, apparato digerente, intestinale, escretorio, sudorifero, circolatorio adatti ad utilizzare l'alimento carneo anche come fonte glucidica, consumandolo crudo e completo di interiora e sangue.

Gli esseri umani senza mezzi artificiali difficilmente sarebbero in grado di cacciare. Molti sono ormai gli scienziati concordi nell'affermare che l'uomo si è convertito a consumare muscoli di animali (in principio carogne) per necessità legate alla inospitalità delle foreste nell'ambiente originario, circa 2 milioni di anni fa nell'era Neozoica, periodo Pleistoccne. In quell'epoca avvennero infatti glaciazioni, interglaciazioni (ritiro dei ghiacciai e avvento di climi più caldi) e periodi di siccità contrapposti a forti diluvi: eventi climatici instabili ed irregolari che decretarono la riduzione di gran parte della vegetazione spontanea, nonché il mutare delle foreste in savane.

L'Homo Habilis sarebbe dunque passato al carnivorismo per poter sopravvivere, pagando però lo scotto di un accorciamento della vita media.

L'uomo è diventato carnivoro in epoche in cui non si conoscevano i danni della carne: oggi solo gli esquimesi restano un popolo carnivoro per necessità assoluta. Essi consumano non solo la carne ma anche gli organi interni e le interiora e bevono il sangue. La durata media della vita di questo popolo è di 25-30 anni. Muoiono vittime della arteriosclerosi causata dall'alimentazione carnivora.























Oggi noi non ammazziamo direttamente le nostre vittime, ma ci serviamo di intermediari che spesso non vediamo: i dipendenti dei mattatoi, i cacciatori, i pescatori. In questo modo perdiamo un anello importante della catena che unisce l'animale alla nostra tavola e questo sicuramente ci aiuta a giustificare, in qualche modo, una tale ed inutile violenza.
Gli animali più forti e resistenti alle fatiche fisiche sono vegetariani: l'elefante, il rinoceronte, l'ippopotamo, le scimmie antropomorfe (scimpanzé, gorilla, etc.) e quelli che l'uomo ha sempre sfruttato per eseguire lavori pesanti: il bue, il cavallo, l'asino. Gli animali prolifici sono vegetariani: il coniglio. Gli animali longevi sono vegetariani: l'elefante.

UN PO' DI DATI
Quantità di proteine sprecate per alimentare bestiame con cereali…… 90%
Quantità di carboidrati sprecati per alimentare bestiame con cereali……… 99%
Raccolto di patate possibile in 1 ettaro di terra………………………10 tonnellate
Raccolto di grano possibile in 1 ettaro di terra……………………… 8 tonnellate
Quantità di carne prodotta utilizzando 1 ettaro di terra…………………. 320 Kg.
Cereali e soia necessari per produrre 1 Kg. di carne………………… 17,5 Kg.
Numero di persone che muoiono di malnutrizione ogni anno………… 13.000.000
Acqua consumata per produrre 1 Kg. di grano……………………….…… 200 lt.
Acqua consumata per produrre 1 Kg. di carne………………………… 20.000 lt.

Rifiuti:
Produzione di escrementi umani in Italia………………….. 1000 Kg. al secondo
Produzione di escrementi animali allevati in Italia………. 15.000 Kg. al secondo

Causa primaria di morte in Italia per malattia………. CUORE (infarto cardiaco)
Frequenza di infarto cardiaco con esito mortale in Italia………….. 1 ogni 2 min.
Rischio di infarto per l'italiano medio che consuma carne…………………. 50%
Rischio di infarto per l'italiano medio che non consuma carne………………..15%
Rischio di infarto per l'italiano medio che non consuma alimenti di origine animale……4%
Sorgenti principali di grassi saturi e di colesterolo: ...carne, formaggi e uova
Colesterolo presente in cereali, legumi, frutta, semi oleosi e noci: ...ZERO
Aumento dei rischio di cancro al seno in donne che mangiano 1 uovo al giorno rispetto ai casi riscontrati in donne che ne mangiano 1 alla settimana: ...3 volte
Aumento del rischio di cancro al seno in donne che mangiano carne tutti i giorni, rispetto ai casi riscontrati in donne che la mangiano 1 volta alla settimana: ...4 volte

Malattie collegate all'eccessivo consumo di proteine animali:
OSTEOPOROSI E BLOCCO RENALE
Casi di osteoporosi in Italia (fonti ISTAT 1995) …. 2.665.000
Perdita media di tessuto osseo in donne carnivore di 65 anni……. 65%
Perdita media di tessuto osseo in donne vegetariane di 65 anni…………... 18%

George Bernard Shaw, il grande letterato e drammaturgo inglese, divenne vegetariano a 25 anni andando contro il parere dei medici che sostenevano che sarebbe morto presto se l'avesse fatto. Molti anni dopo, quando gli chiesero perché non fosse tornato da quei medici per dimostrare loro che si sbagliavano, rispose: "Avrei voluto farlo, ma purtroppo erano tutti morti…". Gorge Bernard Shaw è vissuto in perfetta salute, mangiando vegetariano, fino all'età di 94 anni.

Fonte: www.reiki.info

Importante

Con l’alimentazione (carne, uova, latte, legumi) introduciamo nel nostro organismo un aminoacido essenziale: la metionina.
Questo aminoacido si trasforma in un altro aminoacido essenziale: l’omocisteina.

In un organismo sano l’omocisteina prodotta viene trasformata di nuovo in metionina ed in questo processo vengono prodotte due nuove sostanze benefiche per l’organismo:
- La same che svolge tre funzioni:
a) antidepressiva
b) antiartritica
c) epatoprotettiva
- Il glutatione con azione antiossidante e disintossicante

Se questo processo di riconversione non avviene, o avviene solo parzialmente, l’organismo accusa un deficit dei benefici che queste due sostanze comportano.

Di conseguenza l’omocisteina non trasformata, si accumula sempre di più nell’organismo e superando i valori normali produce notevoli danni in vari organi.
L’iperomocisteinemia viene considerata un importante fattore di rischio soprattutto cardio-vascolare. Viene triplicato, ad esempio, il rischio di ictus e infarto cardiaco!

La presenza di notevoli quantità di omocisteina nel sangue e nelle urine di bambini è nota ai pediatri perché è causa di manifestazioni quali : sublussazione del cristallino, eritema delle guance, osteoporosi, alterazioni venose e, a volte, deficit neuropsichico, fanno parte di quelle amino-acidopatie (per fortuna rare) dovute a tre difetti enzimatici.






















Quali sono le cause che determinano un aumento dell’omocisteina?
1 -La malnutrizione, il seguire cioè abitualmente un’alimentazione
fortemente sbilanciata e il commettere ripetuti errori alimentari:
diete ricche di proteine animali e carenti di frutta e verdura
causano un inevitabile innalzamento dei normali valori e omocisteine nel sangue.
2 - Diete carenti di acido folico, Vit B 12 e Vit B 6
3 - Assunzione di farmaci.


Per chi volesse approfondire meglio eccovi un interessante documentario completo in italiano






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